COMUNICATO STAMPA

COMUNICATO STAMPA DELL’ASSOCIAZIONE ITALIANA DOCENTI UNIVERSITARI
Roberto Cipriani, Professore Senior di Sociologia nell’Università Roma Tre, è il nuovo Presidente Nazionale dell’Associazione Italiana Docenti Universitari (AIDU). Succede all’economista Gian Cesare Romagnoli. L’elezione è avvenuta all’unanimità nel corso del recente Congresso Nazionale dell’Associazione, che intende svolgere a livello dei docenti universitari la stessa azione della FUCI, Federazione Universitaria Cattolica Italiana, nata 120 anni fa, a livello degli studenti universitari. Si tratta dunque di una forma di associazione che trae ispirazione dal cattolicesimo ma si apre alla realtà sociale in senso ampio. Nella prima seduta del Consiglio Centrale il Professor Cipriani ha parlato dell’impegno progettuale ed operativo dell’AIDU, sottolineando che l’associazione debba adoperarsi per una “Buona Università”, a partire dai problemi esistenti, determinati soprattutto dagli ingenti tagli al bilancio universitario (per molti miliardi negli ultimi anni). Il risultato che ne deriva è un’elevata riduzione del numero dei docenti, con un innalzamento significativo dei carichi di lavoro per ciascun insegnante rimasto in attività e dunque con gravi rischi per la qualità della formazione e della ricerca. L’elenco delle questioni da affrontare comprende il blocco dal 2010 degli scatti stipendiali ripristinati dalla nuova legge di stabilità 2016 ma non riconosciuti per il passato, il notevole calo delle iscrizioni all’università (a questo tema sarà dedicato il prossimo Convegno Nazionale dell’AIDU nel 2016), la VQR (la Valutazione della Qualità della Ricerca), la distribuzione del Fondo di Finanziamento Ordinario che ha penalizzato le università meridionali facendo aumentare il divario tra Nord e Sud del Paese, la programmazione e l’accentramento decisionale da parte dei Rettori e dei Direttori Generali degli atenei, lo squilibrio nella distribuzione dei fondi tra aree scientifiche (per il finanziamento della ricerca nel 2016 attraverso i Progetti di Ricerca d’Interesse nazionale – PRIN – solo ¼ circa è destinato a tutto l’insieme delle Scienze Umane e Sociali), il mancato riconoscimento di un adeguato Diritto allo Studio, il sostanziale blocco dell’edilizia universitaria, il Personale Amministrativo sempre più burocratizzato e meno funzionalmente orientato allo sviluppo della missione universitaria, la mancanza di managerialità per la didattica e la ricerca, la necessità di individuare nuove figure e competenze professionali per il supporto amministrativo-organizzativo-progettuale, la formazione continua  a tutti i livelli compresi i docenti, l’intensificazione dei processi di internazionalizzazione utilizzando i bandi europei (non solo Erasmus). Insomma il 2016 si preannuncia carico d’impegni e di questioni da affrontare. Per questo saranno promosse varie forme di collaborazione con i sindacati universitari, le associazioni di categoria, i movimenti ed i gruppi interessati al mondo universitario.
L’AIDU è presente in molte sedi universitarie con Sezioni, Responsabili di Sede e di Ateneo.
Il programma proposto dall’AIDU intende valorizzare sempre più l’autonomia del sistema universitario ma anche diffondere l’idea che in tutti  i corsi di studio universitari siano attivati insegnamenti di scienze umane e sociali come piattaforma comune di riferimento per ogni tipo di preparazione alla professione (insomma l’education come elemento costante di tutti i percorsi formativi).
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