COMUNICATI

La Fondazione Istituto dell’Azione Cattolica Italiana per lo studio dei problemi sociali e politici “Vittorio Bachelet”,  bandisce un Premio “Vittorio Bachelet” per Tesi di Laurea sullo sviluppo e la
riforma delle istituzioni democratiche, la partecipazione e la cittadinanza attiva. Informazioni in Premio_Bachelet_2017

 

Chiesa e Università: uscire, vedere, chiamare: http://educazione.chiesacattolica.it/chiesa-e-universita-uscire-vedere-chiamare/

 

Il Centro Studi Erickson organizza il Convegno Internazionale “La Qualità dell’inclusione scolastica e sociale, un evento di rilevanza strategica per fare il punto su educazione, inclusione scolastica e disabilità.

Il 16 giugno scorso si è tenuta a Torino l’Assemblea nazionale dei precari promossa dal CRNSU.  Per “vedere/sentire” l’Assemblea cliccare: https://www.youtube.com/watch?v=teis0hGAtSw

Link per leggere il documento unitario sulle “Cattedre Natta” http://www.andu-universita.it/blog/wp-content/uploads/2016/11/Natta.doc

Il 19 maggio 2017, presso il Polo Universitario S. Chiara (via S. Chiara 1, Gorizia) dell’Università di Udine ha avuto luogo il pubblico dibattito che ha preso le mosse dal volume a cura di C. Melchior e A. Pocecco, “Guerra di propaganda. Semiotica e comunicazione nei teatri di crisi”. L’evento ha avuto il sostegno dell’AIDU, che è stata rappresentata dal prof. Andrea Porcarelli (Università di Padova), erano altresì presenti all’incontro i curatori del volume e Riccardo Mazzeo. Il dibattito si è focalizzato soprattutto su due aspetti. Da un lato l’importanza di mettere in atto analisi semiologiche lucide e penetranti, al fine di “smascherare” vecchie e nuove forme di propaganda che si possono trovare sia nei comunicati ufficiali dei Paesi impegnati nei teatri di guerra (compreso il nostro) sia nei video costruiti “ad arte” da Isis o altri nuovi soggetti che operano nell’ambito del radicalismo. Dall’altro lato si è aperto un ampio dibattito sulle modalità con cui – al di là del puro e semplice ruolo di tipo “informativo” – si potrebbe operare a livello “formativo”, per generare (soprattutto nei giovani che si stanno formando) una capacità critica che li metta in grado di “neutralizzare” gli effetti di ogni forma di propaganda.
 L’Associazione Culturale «Tracciati Virtuali» indice l’XI edizione del Premio Letterario «Città di Castello», riservato a opere inedite. Le informazioni al link: Bando Premio Letterario Città di Castello-XI edizione 2017
 Il 9 marzo si è svolto al MIUR l’incontro richiesto da ADI, AIDU, AIPAC, ANDU, ARTeD, CISL Università, CNU, CONFSAL-CISAPUNI-SNALS, CoNPAss, CRNSU, Federazione UGL Università, FLC-CGIL, LINK, RETE29Aprile, SNALS Docenti Università, UDU, UIL RUA  L’incontro si è svolto alla presenza del dott. Daniele Livon (direttore generale del MIUR) e della dott.ssa Marcella Gargano (vice capo di gabinetto del MIUR). L’incontro si è svolto in due fasi, una prima di presentazione delle problematiche ed una seconda di discussione. Continua in aidu.MIUR
ADI, AIDU, AIPAC, ANDU, ARTeD, CISL Università, CNU, CONFSAL-CISAPUNI-SNALS, CNRSU, CoNPAss, Federazione UGL Università, FLC-CGIL, LINK, RETE29Aprile, SNALS Docenti Università, UDU, UIL RUA
PER SALVARE L’UNIVERSITÀ RISOLVERE SUBITO IL DRAMMA DEL PRECARIATO UNIVERSITARIO
Negli ultimi anni nell’Università italiana il numero dei precari è cresciuto a dismisura (oltre 40.000) ed essi sono stati e sono costretti ad anni e anni di incertezza, di scarsa retribuzione e di subalternità. Gli attuali precari, sparpagliati in una giungla di figure, sono destinati, come coloro che li hanno preceduti, all’espulsione dall’Università. Infatti non si è mai data ai precari una seria possibilità di concorrere a posti di docenza a tempo indeterminato. Insomma, precari “usa e getta”, con i quali tamponare l’emergenza, salvaguardando i sempre più ridotti livelli di ricerca e di didattica nell’Università italiana. Proseguire la lettura del comunicato nel documento allegato Documento precariato 14 febb 17
Nell’Assemblea nazionale delle Associazioni Universitarie per la Giornata del precariato, tenutasi a Roma presso l’Hotel Mediterraneo il giorno 4 febbraio 2017 a fronte dei 1000 posti di Ricercatori a tempo determinato di tipo B previsti dalla Legge di stabilità, si è deciso all’unanimità di chiedere 20000 posti di docenti da bandire nel prossimo quinquennio, al fine di recuperare la perdita di posti che si registrerà fino al 2020. La richiesta di nuovi concorsi concerne prioritariamente posizioni di Ricercatori a tempo determinato di tipo B ed in subordine il ripristino di posti di Riceratore a tempo indeterminato.
Nell’ambito della programmazione della nostra Associazione, dopo il Convegno tenutoti a Bologna il 2 dicembre 2016, è previsto un Incontro Nazionale di Studio presso l’Università di Palermo, nei giorni 24 e 25 febbraio 2017, sul tema “La terza missione dell’Università e dei centri di ricerca. Impegno, valutazione,responsabilità”, di cui si allega il programma  PIEGHEVOLE – INCONTRO AIDU Palermo 24-25 FEBBRAIO. LA TERZA MISSIONE DELL’UNIVERSITÀ. IL RUOLO DEGLI ATENEI (Palermo, 25 novembre 2016). I lavori si sono svolti presso l’auditorium della RAI. Gli interventi iniziali sono stati di Salvatore Cusimano direttore della RAI, di Fabio Mazzola Prorettore Vicario dell’Università di Palermo. La tavola rotonda che è seguita ha visto la partecipazione di Antonio La Spina (Luiss), Vincenzo Russo (IULM- Milano), Gisella d’Addelfio (Università di Palermo), Gaspare Sturzo (Presidente CISS- Roma) e padre Cosimo Scordato. Nella qualità di coordinatore dell’incontro il Professor Salvatore La Rosa ha precisato che il seminario aveva un carattere laboratoriale in vista del convegno  AIDU che si svolgerà a Palermo nei giorni 24 e 25 febbraio. Le riflessioni ed i risultati dell’incontro costituiranno un utile supporto alla definizione del convegno nazionale. Il tutto è stato registrato dalla RAI, come qui di seguito consultabile.
aidu.programma.copertina 
AIDU.programma.finale.19.5.2016
VENERDI 27 MAGGIO 2016- UNIVERSITA’ ROMA TRE – VIA MILAZZO 11/B -CONVEGNO NAZIONALE
Il Convegno Nazionale dell’Associazione Italiana Docenti Universitari (AIDU) sul tema “Università 2020” intende porre interrogativi, raccogliere informazioni di base, interpretare le dinamiche in atto e prospettare nuovi orientamenti per l’università italiana prossima futura. Ecco perché si parte da un primo scenario dedicato al mondo studentesco per cercare di capire il signicato da attribuire al calo delle iscrizioni negli atenei italiani, con riessi soprattutto sugli studenti più disagiati, sulle loro reali necessità e sul delicato rapporto scuola-università-società. Si esaminerà in particolare il problema dell’abbandono scolastico (tipico degli studenti a basso livello socio – economico) ed universitario (legato anche ai sistemi di accesso in alcuni contesti molto selettivi). Inoltre si aronterà il problema del pendolarismo (con la moltiplicazione delle sedi) e del localismo forzato (legato alla crisi economica, con i suoi evidenti eetti sulle condizioni di vita degli studenti: alternanza studio/lavoro. Si prenderanno altresì in considerazione il ruolo decisivo dell’alto livello formativo in relazione alla maggiore occupabilità dei laureati ed il usso migratorio dei laureati. In tal modo si potranno toccare i problemi in accesso, in itinere ed in uscita. In merito l’AIDU vuole caratterizzarsi segnatamente nell’instaurare legami signicativi ed avere una specica presenza. Il secondo scenario concerne i problemi connessi ad una didattica universitaria poco esplorata nella sua importanza e ad una più ecace organizzazione del lavoro dei docenti universitari. Peraltro il problema della crisi non è solo economico ma anche strutturale. Il laureato non ha modo di servirsi specicamente della laurea nel mondo del lavoro. Comunque, dopo la crisi economica, che prima o poi passerà, bisognerà pensare sempre più ai giovani laureati sia che vadano all’estero sia che restino in Italia. Derivano da ciò l’importanza di una formazione della personalità e la necessità di supplire laddove non ci sia un’adeguata cultura generale di base. L’AIDU in particolare propone un incremento sostanziale dell’approccio educational in tutto il sistema universitario, con l’inserimento di discipline di scienze umane e sociali in ogni corso di studio, in considerazione dell’alto valore dei riferimenti relazionali intersoggettivi come caratteristica comune ad ogni tipo di attività professionale.
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